Lo Scautismo si rivolge a ragazzi dai 7-8 anni fino ai 20-21, articolandosi
in tre fasce di età (o "branche"): da 7-8 a 11 anni
i bambini e le bambine vivono nel "branco" o nel "cerchio"
come lupetti o coccinelle; dagli 11-12 ai 16 anni ragazzi e ragazze
sono nel "reparto" come esploratori e guide; dai 16-17 ai
20-21 i giovani, uomini e donne, sono nel "clan" come rovers
e scolte. La proposta scout pur identica per tutti i ragazzi del mondo,
può essere vissuta nei diversi contesti culturali e religiosi:
i suoi principi ispiratori universali, sono sintetizzati nella Promessa,
nella Legge scout e nel Motto.
La Promessa, infatti, recita:
Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:
- per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese;
- per aiutare gli altri in ogni circostanza;
- per osservare la Legge scout.
Con questa Promessa, pronunciata a circa 12 anni il ragazzo non solo
"entra a far parte della grande famiglia degli Scouts", ma
si impegna di fronte a Dio ed al mondo, forte della fiducia che sente
riposta in lui e della libertà con cui aderisce a questo ideale,
per giocare un ruolo responsabile nella vita. Il ragazzo mette in gioco
il suo onore, sapendo che lungo questa strada impegnativa l'importante
non sarà mai l'essere arrivato, quanto fare del proprio meglio.
Un impegno senza termine, "se piace a Dio per sempre", "una
volta scout, sempre scout".
La Legge
E' un breve decalogo di atteggiamenti interiori e di valori
morali che danno una direzione al ragazzo, proposti in chiave positiva
per accentuarne la percorribilità:
La Guida e lo Scout:
1) pongono il loro onore nel meritare fiducia;
2) sono leali;
3) si rendono utili e aiutano gli altri;
4) sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout;
5) sono cortesi;
6) amano e rispettano la natura;
7) sanno obbedire;
8) sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
9) sono laboriosi ed economi;
10)sono puri di pensieri, parole e azioni.
Il Motto, diverso a seconda dell'età, in una sola parola sintetizza
il positivo atteggiamento verso la vita e gli altri.
"Eccomi" e "Del nostro meglio"
per i lupetti e le coccinelle;
"Estote Parati" ovvero "Sempre
Pronti" per gli esploratori e le guide;
"Servire" per i rovers e le scolte.
Ottimismo e concretezza
Lo scout guarda al lato positivo in ogni cosa, scopre il buono che c'è
in ciascuno; rifiuta tutto ciò che offende l'uomo e lo rende
schiavo, cominciando dalle cattive abitudini, dalla pigrizia, dallo
scetticismo, dall'indifferenza, fino a respingere la violenza, la prepotenza
ed ogni sorta di ingiustizia. Guarda alla vita come ad un "grande
gioco", con spirito di avventura, "butta il cuore oltre l'ostacolo",
dà un calcio all'"im"possibile; accetta anche l'insuccesso,
non come sconfitta ma come stimolo a rialzarsi e ricominciare; ha il
coraggio della fatica, della costanza e della fedeltà nelle piccole
come nelle grandi scelte, consapevole che la coerenza ai grandi ideali
si dimostra nelle piccole cose di ogni giorno.
Amore per il creato
Lo scout ama la vita, gode della bellezza, in particolare scopre la
bellezza della natura, il grande libro che Dio ci ha dato perché,
attraverso di essa, scopriamo la Sua bellezza: rispetta la natura, ne
segue i ritmi, la osserva con stupore ed umiltà e così
impara l'attesa, acquista il senso del limite, lo spirito di sacrificio;
prova timore verso ciò che è più forte di lui,
ma anche gode i silenzi della natura e si apre alla contemplazione.
Sapendosi creatura si sente parte del mondo creato e di esso responsabile;
sente, perciò, l'urgenza di agire per la sua difesa e salvaguardia,
ed inizia avendo cura di se stesso, della propria persona, del proprio
corpo.
Spirito di servizio
Lo scout non tende soltanto ad "essere buono", ma piuttosto
ad essere attivo nel fare il bene; si guarda intorno con attenzione
e per rendersi utile cerca di approfondire le sue competenze, capacità
progettuali ed abilità tecniche: ne potrà scaturire non
solo un forte senso del proprio dovere, ma anche una più matura
professionalità e la coscienza che il lavoro va vissuto come
servizio. La famosa "buona azione" è scuola di attenzione
agli altri; gratuità, generosità ed altruismo divengono
gradatamente vero e proprio spirito di servizio, capacità di
donare e di donarsi.
Senso di responsabilità
Lo scout ha il coraggio della lealtà, della sincerità,
dell'impegno, ed è pronto ad assumersi le proprie responsabilità
come nel piccolo gruppo di amici, così nella vita. Nella piccola
comunità gioca un ruolo attivo, in armonia con gli altri ed imparando
a lavorare insieme; quest'attitudine lo aiuterà, poi, ad inserirsi
con originalità nel contesto sociale e politico in cui avrà
occasione di vivere, ad operare disinteressatamente per il bene comune,
a partecipare alla vita sociale come cittadino attento, capace di collaborare
con quanti sono animati da buona volontà, valorizzando ciò
che unisce, senza intolleranze o integralismi.
Pace e fraternità internazionale
La diversità delle idee e dei valori non sarà un ostacolo
o una barriera, ma sarà vissuta come occasione di dialogo, nella
consapevolezza che la pluralità, rispettosa delle diverse individualità,
costituisce reciproco arricchimento. Le prime esperienze di contatti
con ragazzi di tutto il mondo allargano l'orizzonte dello scout, che
si sente così "cittadino del mondo"; lo scout ha, quindi,
rispetto degli altri ed in ogni uomo vede un possibile amico a cui guardare
con fiducia; ha fortissimo l'istinto della pace e guarda al mondo intero
in una visione di mondialità intesa come fraternità internazionale:
sente come sue le problematiche globali del rispetto dei diritti dell'uomo
e dei popoli, del dialogo e del superamento dei conflitti, dello sviluppo
e della solidarietà.
L'autoeducazione
L'intuizione del fondatore è qualcosa di assai semplice: osservare
il ragazzo per coglierne i desideri e le attese profonde, far leva sulle
sue capacità e qualità ed offrirgli occasioni stimolanti
in grado di valorizzarle. Educare non significa, quindi, inculcare valori,
idee, comportamenti, ma favorire l'autoeducazione, aiutando il ragazzo
a "tirare fuori" il positivo che ha in sé, in un contesto
di esperienze vissute volentieri e liberamente, insieme ad altri amici
suoi pari e guidato da un adulto educatore (il "capo"). Il
compito del capo "è quello di far esprimere liberamente
ciascun ragazzo scoprendo ciò che vi è dentro, e quindi
di prendere ciò che c'è di buono e di svilupparlo",
sapendo che "anche nel peggiore carattere c'è il 5% di buono.
Il gioco consiste nel trovarlo e quindi svilupparlo fino all'80-90%".
La fiducia, chiave di ogni relazione educativa
Il capo che accompagna i ragazzi ha un ruolo decisivo: deve essere per
loro non tanto un maestro quanto piuttosto un fratello maggiore, deve
sapersi fare "uomo-ragazzo", capace cioè, di vivere
insieme con loro le esperienze che propone. Nel servizio educativo il
capo si gioca per intero testimoniando le scelte ed i valori che lo
sostengono. Alla base del rapporto capo/ragazzo ci sarà, pertanto,
la fiducia, da dare ai ragazzi prima ancora di poterla meritare da loro.
Il gruppo scout diviene così un ambiente educativo gioioso e
stimolante, capace di formare il carattere e la personalità dei
ragazzi inducendo in loro una seria autodisciplina, il senso del dovere
e della lealtà, la cura ed il rispetto della propria persona
e degli altri, l'amore per il creato e la vita all'aria aperta, uno
stile di vita essenziale e sobrio, l'amore per la libertà e la
capacità di assumersi le proprie responsabilità nel mondo,
la disponibilità a rendersi utili ed aiutare gli altri, la generosità
e la gratuità che si trasformano in spirito di servizio.
La proposta religiosa come via alla felicità
Una religiosità che porta a riconoscersi figli di Dio ed a voler
utilizzare al meglio la vita ed i talenti che ci ha donato: B.-P. non
ha voluto associare lo Scautismo ad una confessione religiosa per non
creare ostacoli all'universale fraternità, ma, da persona di
fede riteneva la dimensione religiosa determinante per la felicità
di ogni uomo ("Se vuoi veramente intraprendere la strada verso
il successo, cioè verso la felicità, devi dare una base
religiosa alla tua vita") ed invitava tutti gli scouts del mondo
a vivere con gioia e fedeltà ciascuno la propria esperienza religiosa:
"Gioca nella squadra di Dio".